Mesazzo /mesath
Valle, con il Rio delle ERGHENE


Una valle selvaggia
La Val Mesazzo, Val Mesath, è una tra le valli più selvagge delle Dolomiti Friulane. Custodita tra il Monte Toc e il Monte Camp, è attraversata dall’omonimo torrente. In questa valle si trova il Rifugio Casera Ditta, anticamente usato come malga e ristrutturato negli anni Ottanta. In Val Mesath si faceva il carbone, un antico mestiere praticato fino agli anni ‘50. In valle passa il Trui dal tabàc, così chiamato perché era un antico percorso usato dai contrabbandieri.
“Pensa che noi partivamo dal Toc, lì dalle casere, e si andava in Mesazzo a falciare, dentro sul Pian del Mesath. Allora la strada era bella. Si andava in quattro o cinque famiglie, si tagliava l’erba, e poi alla sera due giri per portarlo dal Mesazzo al Toc. Le donne lo portavano fino al Pedón sopra alle Ortighe, poi noi ragazzi andavamo dentro in Mesazzo, lo portavamo per un tratto, poi tornavamo a prendere l’altro fascio, e alla sera avevamo portato tutti e due i fasci. Alla mattina si tornava dentro a prendere quello che avevano lasciato le vecchie e lo si portava fuori sul Toc. E dopo si andava dentro a falciare, e a fare foglia. Tutto il giorno in settembre e ottobre le vedevi tutte con la gerla, un lenzuolo di liuta, e tutti andavano a foglia. E noi ci mandavano a tagliare stanghe, lì dove c’è la forcella, dove si è staccato il Toc. Io e Donato andavamo lì a tagliare, e dopo le si portava, lui in testa e io per la fine per aiutarlo a portarle giù. Aveva una forza, a dodici o tredici anni era come un mulo. E si faceva il buco con la punta della mannaia sul tronco, e dopo si faceva una sacca, di reo, che era una pianta che attorcigliavi e non si rompeva. La passavi per il buco, poi prendevi un ramo con la forcella e lo attaccavi per tirare. È lo stesso che si usava per fare le manteghe delle gerle. E invece la gerla si faceva con il nocciolo”.
Testimonianza di Francesco Barza
Il Rio delle Erghene è invece un torrente che nasce dalla Forcella delle Erghene e confluisce nel Mesazzo.


