Le Vie della Memoria

San Martino /san Martìn

Borgata

La chiesa più antica della Valle

San Martino è la prima borgata di Erto che si incontra venendo dalla Valcellina, situata ai piedi del Monte Porgeit.

“San Martino era diviso così: prima c’era una parte sotto la strada che non c’è più, e quella non veniva chiamata propriamente San Martino. San Martino era sopra la strada, ed era fatto come in tre blocchi, prima uno, poi un altro, poi un altro ancora, e poi c’era una casa proprio in cima. Io ero nella parte di mezzo, mi pare adesso si chiami via Regina Elena; è un posto bellissimo sempre al sole. C’erano diverse case tutte unite con stalla, più o meno propinqua. Dopo il disastro noi ci siamo tornati ancora nei periodi estivi  per diversi anni, poi abbiamo cominciato le scuole… Noi si andava su lo stesso, però non era più come prima”.

Testimonianza di Elvira Corona

San Martino prima del 1963 era una borgata molto viva e abitata: 

“C’era la scuola a San Martino. Erano tutte le cinque classi insieme, ma c’era. Era a San Martino più basso, dove c’era l’altra via, sempre sopra la strada. C’era anche un’osteria, l’osteria di Meneghin, che è scomparsa completamente. Mi ricordo che c’è stato un matrimonio poco prima del disastro, penso estate ’63 o ’62. C’era una maestra che abitava lì a San Martino che ha sposato un signore. Noi ragazzi, mi ricordo che era estate, siamo andati a raccogliere i ciclamini, le genziane, i mughetti, e facevamo nel piatto, sai, delle composizioni, come si usava allora, e gliele avevamo portate”.

Testimonianza di Elvira Corona 

Uno dei problemi più frequenti a San Martino era l’approvvigionamento di acqua:

“L’acqua in inverno dovevano lasciarla aperta se no gelava e noi. Per abbeverare le mucche spesso usavano l’acqua della neve, mettevano del sale, e poi c’era una fontanella che si chiama iò dal Castel che sarebbero sotto i ruderi del castello,  ma era un filo. La mamma raccontava che quando lei era piccola il nonno la accompagnava fino a lì con un bandone di quelli grandi sai, dove mettevano l’olio, e lei doveva stare lì, si portava una specie di braciere, in modo che lei si riscaldasse”. 

Testimonianza di Elvira Corona

La Chiesa di San Martino, che sorgeva sulla strada principale, fu completamente distrutta la notte del 9 ottobre del 1963. Era la più antica della valle. Oggi sui ruderi dell’antica chiesa sorge un Memoriale a ricordo della tragedia. All’interno sono incisi i nomi di tutte le vittime del Vajont del Comune di Erto e Casso.

Per maggiori informazioni su San Martino, vi invitiamo a visitare il sito dell’Ecomuseo Vajont – Continuità di vita

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