Casso /cas
Borgo
Casso: il mio paese
C’è una stradina
C’è una stradina che porta lassù
sempre più su.
A metà monte tra il verde e il cielo
un paesello.
Quando ci arrivi un sogno ti pare
tanto è irreale.
Se ti avventuri per le sue stradette
pulite e strette,
tu vedi cose molto ingegnose.
Tetti di pietra, muri di sassi,
alcuni alti ed altri bassi,
ci sono sassi per pavimento
lisci rotondi lisi dal tempo.
Se alzi gli occhi e guardi su,
vedi l’azzurro quasi più blu,
forse è il riflesso sui tetti
e il cielo,
che ti fa vedere tutto più bello.
Vicine le case nel mezzo della chiesa
sembra esser messa in loro difesa.
Se poi tu vai un poco più in là,
trovi campi e prati in quantità.
Piccoli muri a loro sostegno,
sono costruiti con grande ingegno,
e l’erba verde mossa dal vento sembra cascata in movimento.
L’occhio si estende tra monti
e valli,
che il paragone non ha uguali.
Paese mio bello sei fatto
da tutti quasi dimenticato.
Da “Tra i Sas de Nelve e il Villot Nella città di Casso” di Maria De Lorenzi











