Le Vie della Memoria

Ceppe /cèppe

Cave

Le Cave di Ceppe

Ceppe è una località sulla costa del Monte Salta, sopra a Codissago.
Negli anni ‘20 vi fu aperta una cava da cui si estraeva ghiaia. Le Cave di Ceppe fornivano materiale per il cementificio di Castellavazzo.
I terreni circostanti erano prati di proprietà dei cassani. Come ci raccontano in molti infatti, si andava a Ceppe per fare fieno:

“Ceppe è una località dove si andava a tagliare il fieno, sopra Codissago. Nella cava facevano sassi, e li mandavano a Castellavazzo. Con una corda e un carrello portavano giù questa specie di ghiaia, di cemento. C’è anche la casa dove mangiavano gli operai. Se si va al mattino presto si vedono gli stambecchi, ci abitano loro ora. Da Casso si andava là dentro a prendere lamponi e le erbe da mont, e anche a tagliare il fieno per le mucche”.  

Testimonianza di Maria Giacomina Manarin 

Come buona parte del territorio ertocassano, anche Ceppe fu luogo di scontri durante le guerre:

“In Ceppe c’erano legna, foglie e fieno. Quell’anno dei tedeschi hanno ucciso uno qui, uno che era di Fanna. L’hanno lasciato là dentro finché non è finita la guerra, nel ‘45. Era un partigiano. Mio papà, che andava a lavorare coi tedeschi, era partito per andare a lavorare e ha visto i tedeschi che venivano su. Allora mio papà è tornato indietro. Li ha avvertiti e gli ha detto “varde che l’è i tedeschi che riva su per Ceppe”. Allora sono partiti, anche mio papà eh, per insegnargli dov’era il posto. Sono partiti per Ceppe, mio papà e tre di loro. Qui sul Col de Rameda, c’è una doppia curva. Allora da un lato sono arrivati loro con i partigiani, e dall’altro sono spuntati i tedeschi. Allora ha detto ai partigiani: “eccoli là”. Quelli di Casso appena li hanno visti sono scappati giù per le case de Piat, e l’altro lo hanno preso, gli hanno sparato, lo hanno ucciso e poi lo hanno lasciato là. Gli altri hanno preso paura”.

Testimonianza di Maddalena Manarin

Oggi si scorgono ancora i ruderi del vecchio cantiere e di una casera, usata come alloggio dagli operai della cava, tra cui vi erano molti cassani.