CONTEONA /conteona
Località
La leggenda di Conteona
Conteona è una località che si trova alla destra di Casso, sopra la Madonna. Qui i cassani andavano spesso a fare fieno. Si narra che il nome derivi dal fatto che questi terreni fossero stati un tempo acquistati da un conte veneziano, che li avrebbe poi donati ai cassani:
“Il Conte Ona aveva comperato un pezzo di bosco e il colle sopra la Madonna che c’era prima del “Vajont”. Era un signore di Venezia e i suoi paesani veneziani e lo imbrogliarono dicendogli che era un bel posto al sole. Al sole lo erano veramente, il terreno e pure il bosco. Ma quando vide che il suo podere era a Casso, quasi si sentì male. Lui era un “signore e per non dare soddisfazione ai suoi amiconi, si fermò a Casso per prendere visione del suo podere. Non avendo una casa dove abitare, chiese ospitalità a una signora. Si fermò parecchio tempo per conoscere i luoghi e conoscere la gente. Il suo bosco era sotto il monte Salta. Nel Seicento al tempo la frana c’era ancora era un bel po’ di bosco. Ma il luogo era scomodo. Pensò che la sua “signora” non sarebbe mai venuta ad abitare a Casso. Non voleva far vedere il suo malumore alla gente e fece finta di non avere più denaro per tornare a casa. Disse che non sapeva come fare. Una sera, all’osteria, domandò se qualcuno voleva comperare il suo terreno. Nessuno parlò. Allora lui disse: “Provate a tirar fuori tutti i soldi che avete in tasca, vediamo se ci riuscite a darmi i soldi per il viaggio di ritorno”.
Cercarono, tutti, nelle tasche e misero sul tavolo il valore di tre palanche.
“Tutto qui?!”, fece lui, “Così è proprio poco, però, vista la vostra buona volontà di aiutarmi, a tutti quelli che sono qui presenti, il terreno e il bosco lo regalo. Divideteveli tra voi, così io partirò contento”. Increduli, si ripresero i loro soldi, pensando che fosse uno scherzo. Poco dopo rientrò nell’osteria e li fissò, uno per uno, molto serio. Poi tirò fuori dalla tasca, dove teneva l’orologio, un marengo tutto d’oro e lo posò sul balcone dicendo: “Con questo pagatemi la signora per la sua ospitalità, e il resto è per voi tutti. Dividetelo da fratelli. Quando ritornerò con la mia signora vorrei ospitalità per una notte. Vi saluto. Siete gente buona, umile e caritatevole. Meritate tanta fortuna”. Salutò con la mano e se ne andò. Non lo rividero più. Restò il nome al luogo che si chiama ancora Conteona”.
Dal libro “Tra i Sas de Nelve e il Villot. Nella città di Casso” di Maria De Lorenzi





