Monte Salta /salta
Monte
Storie di prati e fienili
Sulle pendici del Monte Salta si trova Casso. Sui suoi prati i cassani si recavano per lo sfalcio. Si partiva da Casso alle cinque di mattina per andare a fare fieno sul Salta. Si saliva con la slova, la slitta, per caricare il fieno e riportarlo in paese. Come racconta Maria Giacomina Manarin il fieno era sacro e bisognava riempire il fienile, talvà, in vista dell’inverno. Ma non c’erano solo i fienili in paese da riempire. Gli abitanti di Casso dovevano assicurarsi che anche quelli sul Toc, dove si spostavano con le bestie per la stagione estiva, fossero riforniti.
Un proverbio cassano recita:
“Tra foia, legno e fien / al talvà à da vegnì pien”
Con foglia, legno e fieno / il fienile deve diventare pieno.
Solo con il fienile pieno, si poteva affrontare l’inverno.
“Prima del disastro il fieno era sacro perché dovevano dare da mangiare alle mucche e c’era solo quello. Non c’era erba da nessuna parte. Si portavano dietro anche i bambini piccoli e dovevano stare attenti alle bisce perché sono golose di latte. Se metti una bottiglia di latte sul prato, le bisce vanno dentro. Alcuni bambini sono nati lì sopra. Andavano su anche incinte e partorivano dove capitava”.
Testimonianza di Manarin Maria Giacomina e Mazzucco Elsa