Le Vie della Memoria

PRADA /prada

Borgata

Prada e il rio Lagària

La borgata di Prada si trova tra Marzana e Liron, sulla sponda sinistra della Valle. Le famiglie si trasferivano qui da aprile fino ai primi di dicembre per la fienagione e per lavorare i terreni. In Prada infatti c’erano molti prati e alberi da frutto.
Luigia Della Putta ricorda la sua infanzia in Prada. Ogni mattina partiva a piedi per andare a scuola a Erto, attraversando le rodìs

“Allora d’inverno a Erto, primavera a San Martino – però si spostava solo mio padre con le mucche – e d’estate in località Prada, da metà aprile fino ai primi di dicembre. Anche in estate in Prada faceva freddo. C’era un’arietta la sera che la vegniva dho dalla Fortheluta… non indifferente. Andavamo a scuola a Erto. Attraversavamo le rodìs, che erano pericolose. Naturalmente quando veniva la pioggia scivolava un po’ di terra e dovevamo mettere una gamba dietro l’altra per poter passare. I genitori ci mandavano a scuola e a messa la domenica. E poi c’era un ponte di legno per attraversare il Vajont. Questo ponte, quando c’erano i temporali, le acque grandi, naturalmente veniva portato via e bisognava andare a scuola lo stesso. Allora in due, tre, ci accordavamo e ci prendevamo per mano per poter passare l’acqua. Senza stivali, ci toglievamo le calze, le scarpe e poi ci rivestivamo dall’altra parte”.

Testimonianza di Luigia Della Putta

In Prada scorre il rio Lagarìa, Luigia spiega dove andava a prendere l’acqua a Erto e in Prada, dove era freschissima: 

“Bisognava sbucciare i fagioli per far la minestra raccogliere le patate lavarle. L’acqua era distante, e anche lì era molto pericoloso andare a prendere l’acqua in Prada. Anche a Erto non c’era l’acqua in casa a quei tempi. Bisognava andare alle fontane. E aspettare il turno a volte. Qualche volta si trovavano le amiche e là a casa aspettavano l’acqua per far la minestra. In Prada andavamo a prendere l’acqua in una località che si chiamava Fromige. Era un’acqua freschissima, pulita, buona, buona, buona. Però anche lì c’era un po’ di frana da attraversare. Si andava ad abbeverare le mucche, laggiù. Bella passeggiata, raccoglievamo tanti ciclamini. Si andava con la baril  di legno perché con i secchi era un po’ pericoloso, anche di arrivare a casa senza acqua”.

Testimonianza di Luigia Della Putta

Anche Lucia Corona racconta di quando con la famiglia si trasferiva in Prada con il bestiame:

 “Avevamo il fienile con una casetta, un bel fienile lungo perché stavano dentro quasi venti mucche. Tutta l’estate, un po’ di là e un po’ su. Perché le mucche mangiassero all’aperto insomma […] Allora quella volta non c’era il lago andavamo giù ai Bindi, si chiamava… la stalla prima di arrivare giù dove si andava su a Pineda e dopo si andava via in Prada. C’era un ponte e lo passavamo lì. Quel ponte che divideva le due, per Pineda e per Prada”.

Testimonianza di Lucia Corona

 

Per maggiori informazioni su Prada, vi invitiamo a visitare il sito dell’Ecomuseo Vajont – Continuità di vita

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