Le Vie della Memoria

San Bartolomeo /san bortolòmio

Chiesa parrocchiale

Le campane di San Bartolomeo

San Bartolomeo è il patrono di Erto e dà il nome alla Chiesa parrocchiale del paese. Per San Bartolomeo, il 24 agosto, a Erto si faceva il campanòt. Un’antica tradizione che ancora oggi viene rispettata, come racconta Franco Filippin:

“Quando c’era la messa per un santo, a Erto si faceva una particolare processione. 
Le bambine e le ragazze aprivano la processione tenendo in mano dei cestini di vimini pieni di petali di fiori e li spargevano lungo la via, vestite di bianco. Lo facevano anche i bambini, soprattutto quelli che avevano appena fatto la prima comunione (che si faceva generalmente a giugno), ma prevalentemente le bambine. I bambini e i ragazzi, invece, facevano il campanòt: si recavano sul campanile e con il batacchio suonavano le campane con un modo e un ritmo particolare, facendo fare alle campane un suono melodioso e di festa. Suonavano durante tutta la processione, che durava circa tre quarti d’ora; il percorso andava dalla chiesa di San Bartolomeo, si arrivava al capitello (in Stortan) vicino alle scuole vecchie, dopo tornavano indietro fino al Monumento ai caduti, vicino al cimitero, e dopo si tornava in chiesa. Si andava in 3-4 sul campanile e ci si dava il cambio nelle varie processioni. Le processioni in cui si faceva il campanòt erano la Madonna (maggio), il Corpus Domini (giugno), San Rocco (16 agosto) e San Bartolomeo (24 agosto). Tuttora questa usanza viene rispettata nel paese di Erto. Nelle processioni estive, vale a dire le due che si svolgevano in agosto, cioè San Rocco e San Bartolomeo (il patrono) il parroco offriva l’anguria ai chierichetti e quelli che suonavano, finita la messa e la processione, andavano a mangiarla in cima al campanile e buttavano giù nella strada la buccia per fare degli scherzi a chi passava”.

Testimonianza di Franco Filippin 

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