Le Spesse /patata
Borgata
Le Spesse
Le Spesse, località nota agli ertani come Patata, è l’ultima borgata prima di Casso, venendo da Erto. È stata la borgata ertocassanese con il più alto numero di vittime nella notte del 9 ottobre 1963. Ai 67 morti de Le Spesse è dedicato un capitello commemorativo molto curato dai famigliari ancora in vita, oltre a diversi sacelli laddove vi erano le case portate via dall’onda.
La parte bassa della borgata è stata una delle prime ad essere espropriata per la costruzione della diga. Qui c’erano un mulino e una segheria. Sulla strada che proseguiva verso Longarone si trovava Al Crist, un piccolo nucleo di case.
Emanuela Filippin ricorda che vivere alle Spesse
“Era bellissimo, un paradiso…”
Suo fratello Sebastiano ci descrive la loro casa, distrutta la notte del 9 ottobre ma ancora ben presente nella memoria:
“Era fatta di cucina, stalla, camera e camera e il fienile, sì, due camere e la stalla”.
Ogni giorno i bambini partivano a piedi dalle Spesse per andare a scuola fino a Erto. Ognuno di loro portava un pezzo di legno per alimentare la stufa della classe.
“Avevamo la fontana fuori. Ci lavavamo la faccia e ci si sistemava anche i capelli perché lavandosi la faccia d’inverno arrivavamo a scuola – sarà un chilometro dalle Spesse alle scuole – coi ciondolini di ghiaccio sui capelli. Una roba proprio fuori del normale”.
Testimonianza di Sebastiano Filippin
I bambini de Le Spesse avevano molti giochi e passatempi che impegnavano il loro tempo all’aria aperta:
“Noi andavamo a noccioline fin sul gravone, sopra il paraslavine, fin sotto le rocce; nel tornare in giù facevamo i passi da due metri, poi il gravone si muoveva, ci trasportava di altre due metri, e dopo di nuovo… Nel salire era difficile, perché si faceva un passo avanti e due dietro, nel materiale che si muove, franoso”.
Testimonianza di Sebastiano Filippin
“Non ci mancava mai il fiato, non mi facevano male le gambe. Ho anche giocato a “le pìare”. I cinque sassetti in italiano. Si giocava anche ai Kaiser. Giocavamo in strada non c’erano macchine”.
Testimonianza di Gloriana Dalla Putta
C’era anche chi si lanciava da Patata con la slitta (fèrion):
“Allora la slitta era di legno. Erano quattro pezzi di legno. Si andava su a lanciarsi con la slitta, si andava a Patata, e si era in discesa… Ma poi a tornare su si veniva a piedi, la si trascinava. E a scendere giù si andava bene, ma a salire…!”.
Testimonianza di Vittorio Filippin
Per maggiori informazioni sulla borgata Le Spesse, vi invitiamo a visitare il sito dell’Ecomuseo Vajont – Continuità di vita.









